—Che cosa c'è scritto?—chiese il commissario,
—Liana….
—Liana? è il nome d'una pianta.
—Sì, d'una pianta che s'attacca….—commentò il segretario comunale, che si piccava di possedere qualche nozione di storia naturale.
XIII.
Rose gialle.
Il giorno di Natale fu preceduto da una larga nevicata. I monti tutti bianchi stringevano coi loro fianchi coperti d'ermellino il lago scuro che aveva l'immobilità del piombo.
Rigida era l'aria sotto il cielo opaco e carico.
Amedeo e Regina erano stati invitati a passar la festa in casa del babbo, alla fattoria, e vi si trovarono a mettere i piedi sotto la tavola oltre a Maria Giulia, la madre di Amedeo, e alla zia Maddalena, qualche vecchio parente abbandonato e don Malachia della Madonna del Soccorso, che in quella sua solitudine a mezza montagna non aveva nessuno con cui rompere un augurio.
Gli sposi, che avevano verso il signor Cresti qualche dovere di riconoscenza, insistettero tanto finchè promise di lasciarsi vedere anche lui a prendere il caffè e ad assaggiare una fetta di torta in compagnia. Che cosa voleva fare lassù in quella fredda solitudine del Pioppino?