—Che cosa?

—Questa vita.

—Ehm! Sei forse pentito d'esser disceso a Villa Serena?

—Son felice, Cresti: tu sei un tesoro.

—T'avevo detto che l'avresti trovata più bella! queste donne senza nervi migliorano stagionando.

—Tu sei cattivo con lei, Cresti…

—Dodici anni di schiavitù non le hanno fatto male. Va a credere alle donne.

—E perchè mi tormenti allora colla Flora?—soggiunge Massimo, ripigliando quel suo ridere convulso che finì col strizzargli le lagrimette.—Sai perchè rido, Cresti?

—Che devo saper io?

—Penso che Vincenzina avrà trovato che io son diventato l'astuccio di me stesso: che…? che?.., altro che astuccio: il cofano, la cassa della mummia. Meno male che la vita è una facezia…