Il vecchio Andrea venne a dire che la colazione era pronta: e tutti si avviarono verso il salotto.

Egli… egli non c'era ancora. Flora girò gli occhi e fu per gridare: Dov'è?—Il Cresti venne a offrirle il braccio, che essa accettò senza capire dove si andasse.

Si misero a tavola senza di lui: e venne in tavola il secondo piatto prima che il padroncino facesse agli invitati l'onore della sua presenza.

Flora stava già per piangere, quando Ezio entrò in gran furia, chiedendo molte scuse, stendendo la mano allo zio, al signor curato, a Cresti, prendendo il posto tra la zia e lo zio, guardando agli altri cogli occhi vuoti e distratti. Egli fece sapere che per il tocco aveva un'importantissima adunanza del Comitato dei Canottieri al Ravellino, dove sarebbe stata provata la forza di resistenza di due imbarcazioni: si voleva allenare una coppia di barcaiuoli e stabilire una graduatoria di premi; ma questo era nulla. Ciò che aveva scombussolato i suoi progetti e che lo aveva fatto comparire poco grazioso colla cara compagnia era un telegramma urgente dell'amico Bersi, che gli annunciava l'improvviso arrivo del Duca d'Aosta, il presidente onorario del club dei Canottieri. Questo l'aveva costretto a trasformare la sua toeletta; e la compagnia doveva perdonare non solo il ritardo, ma la confidenza del suo vestito mezzo da pescatore e mezzo da gentleman, cioè una maglia da canottiere sotto una giubba nera di società. Oltre a questo doveva anche chiedere il permesso di allontanarsi un po' presto, forse prima che fosse finita la colazione…

—Tutte cose importanti, una più dell'altra—interruppe con un filo d'ironia il Cresti.

—Per te non c'è nulla di più importante d'una conserva di pomodoro… ribeccò il giovine con burbanza.

—Questa almeno è ricchezza nazionale. Ma il vostro correre non vi serve che a pigliar caldo in agosto.

—Sei tu che corri?

—A me basta d'arrivare a tempo…—concluse il Cresti, piegando la testa verso Flora e abbassando la voce come se volesse parlare soltanto con lei e per lei.

—E tu, mio buon zio d'America, come hai ritrovata l'Italia dopo tanto tempo?