Le Regate ebbero luogo la prima domenica di settembre nel vasto bacino del lago, che si apre tra Bellagio e Cadenabbia. Era stabilito che le vele dovessero partire dalla punta di Barbianello e le barche a remi dalla Cappelleria presso S. Giovanni per approdare allo sbarco della villa Maria poco più in alto del grand'Hôtel Britannia.

Lungo la strada davanti alla Villa era stati rizzati i palchi addobbati con maggior o minore sfarzo a seconda dei prezzi, con grande sfoggio di bandiere e di pennoni che animavano l'aria coi loro vivaci colori.

Nel giardino, dove insieme alla folla privilegiata e colle patronesse si sarebbe radunato il Consiglio della giurìa, era stato eretto un ampio e superbo padiglione sfolgorante di emblemi, dove sopra un trofeo splendevano i vasi, le coppe, i piatti cesellati, di vero o falso argento, tra le bandiere di seta ricamate d'oro che il Comitato destinava ai campioni vincitori.

Il programma stampato in piccoli libri di forma graziosa e diffuso a migliaia di copie, oltre ai nomi dei concorrenti e all'ordine delle gare, recava il disegno in fototipia dei premi più ricchi, insieme col ritratto dei membri del Comitato, che a questa industria delle gare, così utile al commercio del popolo, dedicavano le ore che avrebbero potuto consacrare a far nulla. Tutto era stato previsto, a tutto era stato dedicato un pensiero: ma nulla sarebbe riuscito, se il tempo non fosse stato d'accordo col desiderio di coloro che amano divertirsi e di quelli più furbi e più delicati, che amano veder divertirsi gli altri.

Già dalle prime ore del mattino don Malachia assicurò che la giornata non avrebbe avuto un nuvoletto, ma non osò promettere il vento, un capricioso che, come la fortuna, abbandona spesso i suoi sul più bello. Ma se le corse a vela potevano correre pericolo di restar a mezzo per mancanza di fiato, il lago era quel che ci voleva per mettere alla prova la vigoria, la resistenza e l'occhio dei rematori: non era un lago ma un biliardo.

Il popolo, che ama vedere la bravura delle braccia, la lotta aperta dell'uomo col remo e col peso della barca, fin dalle prime ore del giorno fu in moto: e finite le funzioni religiose nelle chiese, dai paesetti lungo le rive e da quelli che stanno sulla montagna cominciò a moversi in folla e a confluire verso Cadenabbia, mescolando i colori vistosi dei vestiti di festa, godendo della bella giornata, facendo pronostici e scommesse, rievocando le regate d'altri tempi, le vecchie glorie, le non mai morte gelosie.

Aperte le ville, aperti e addobbati gli alberghi, popolato il lago di barchette, rallegrata l'aria dal suono delle bande che i vari paeselli mandavano a gara, già la festa era sul cominciare, quando arrivò verso le due un gran battello a vapore da Como, sovraccarico di gente, tutto festoso di bandieruole svolazzanti, con su un paio di altre bande a bordo vestite come gli usseri; e tutta questa gente cominciò a discendere in una fila interminabile al ponte di sbarco, mescolando piume e strumenti luccicanti, si sparse per le strade, per le case, per le osterie, su per i palchi a pagamento: era un incontrarsi e un salutarsi allegro di persone che non si vedevano da un pezzo, uno stringersi di mani, un confondersi confidente di tutte le classi sociali, dal barcaiuolo, dal pescatore, dal sonatore d'organetto, dal venditore di dolci, al negoziante, al grosso industriale, al banchiere, alla contessa, al lord inglese: un viver lieto nella luce ampia e diffusa di una di quelle belle giornate d'estate, in cui più dispiacerebbe di morire, in una gioia naturale che vien dalla benevolenza stessa della natura, che quando l'uomo sa fare, non lesina i godimenti a' suoi figliuoli.

Amedeo, pettinato come uno sposino, tutto fresco nel suo vestito nuovo alla marinara, quando gli amici verso il tocco vennero a pigliarlo alla casetta del torrente, scese con Bortolo e colle donne alla riva deserta, e fattosi il segno della croce, entrò nella barca che doveva condurlo alla Cappelletta.

L'emozione non lo lasciava parlare e parve a tutti ch'egli fosse un pò scoraggiato.

—Ci penseremo noi a fargli passare la tremarella con un paio di bicchieri di vecchia rabbiosa—dissero i compagni.