—E soprattutto—raccomandò Bortolo—adagio se vuoi arrivare a tempo.
—E bacia la medaglia della Madonna—aggiunse Regina, che non sapeva più dove avesse il cuore.
Con un'altra barca Bortolo, Regina, Maria Giulia, la Nunziata del Castelletto con un'altra figliuola di nome Costanza si fecero condurre all'osteria del Galletto, poco su della strada di Griante, un luogo tenuto da un parente di Bortolo, da dove si potevano dominare e seguire molto bene i movimenti delle barche e tutta la festa che brulicava disotto.
Flora, quando li vide passare sotto il Castelletto, fece un segnale e li pregò di prenderla con loro.
—Come?—disse Regina, quando la barca toccò la riva—vuol venire in questa barca così alla buona? non va colla mamma e colla zia?
—La mamma ha i suoi dolori e la zia deve trovarsi col signor Cresti e con altri signori sul gran balcone dell'Albergo. Se non vi disturbo, preferisco venire con voi.
—Noi andiamo al Galletto—disse Bortolo—da quel nostro parente che fa l'oste.
—Ci sarà un posto anche per me—disse Flora, mettendosi a sedere sul nudo sedile tra Regina e Costanza.
—Credevo che il signor Ezio avesse riservato per loro dei buoni posti nel palco del Comitato—disse Regina, che da qualche tempo andava notando sul volto della signorina qualche cosa di insolitamente triste.
—Ha mandato dei biglietti, ma non conosco nessuno di quei signori.
Preferisco venir con voi.