—Perchè non si è messo il suo bel vestito chiaro? provò a chiedere —Regina, chinandosi a toccare il vestito nero sciupato, mal assestato —in vita, che Flora portava alle Regate come una protesta contro la —gioia di tutti. Essa rispose con una spallata e girò lo sguardo per —il piano dell'acqua come se cercasse lontano una ragione per non —rispondere.
La barca spinta dai colpi lenti e pesanti dei due remi passò davanti a Tremezzo, in mezzo al fitto viavai delle barchette d'ogni foggia e d'ogni colore, che scaricavano o pigliavano gente. Dai balconi pavesati, dalle finestre, dai terrazzi delle case, dai pergolati, dai giardini era un continuo chiamare, uno schiamazzio di voci femminili, di risa, di pianoforti e di mandolini, un rimescolarsi di cappellini infiorati, di parasoli dai colori vivaci, di canotti che si distaccavano dalle darsene come canestri galleggianti di fiori, di barche e barcaccie che menavano cori di ragazze, cantanti le arie del filatoio, di lancette e di sandolini che guizzavano come pesci, mentre dalle case i servitori, le fantesche, i cuochi, sui muriccioli e sulle scale andavano stendendo le file dei palloncini, che dovevano servire per la illuminazione della sera.
Quando dal giardino della villa Maria, si sparò il primo colpo di cannoncino, che segnava il principio della gara, fu un crescere improvviso di tutte quelle voci, un affollarsi di tutte quelle imbarcazioni, che mossero come una flottiglia verso Cadenabbia, finchè si raccolsero in una piccola città galleggiante. Bortolo sforzò anche lui la macchina e venne colla barca a un approdo quasi nascosto tra i muri di due terrazze, d'onde, salendo per un brutto viottolo, si riusciva sulla strada di Griante quasi davanti all'osteria del Galletto.
Flora, attraversato un piccolo orto, condotta dalla brigatella, si trovò sotto un pergolato lungo il muricciolo, che dominava come un balcone il padiglione e i viali della villa, già gremiti di una folla elegantissima di signori e di signore!
Dalla torre del palazzo fu sparato un secondo colpo: la banda intonò un inno popolare patriottico che destò gli entusiasmi e gli applausi della folla, che si pigiava nei palchi e nelle barche, mentre un gran personaggio (chi diceva un principe, chi diceva perfino che fosse il re) scendeva da una peota veneziana condotta da otto rematori, che strascinava il lembo della sua bandiera nell'acqua.
I signori del Comitato muovono ansiosi incontro all'illustre personaggio, che sale la scalinata del padiglione, seguito da alcuni ufficiali in divisa. Cominciano le presentazioni, gli omaggi, gl'inchini, le strette di mano, i sorrisi delle belle signore, che hanno sfoggiato per questa circostanza le più fosforescenti acconciature… quand'ecco il terzo colpo di cannone avvisa che il giuoco incomincia.
Alla punta di Barbianello chi ha buona vista vede o crede di veder guizzare nell'acqua qualche cosa di bianco: sono i canotti a vela. Si muovono? non si muovono? chi lo sa. Visti da lontano sembrano uccellacci imbalsamati dall'ali bianche: ma poco importa, pare, di quel che fanno o non fanno alla gran folla accorsa a godere sè stessa, a spandere alla bell'aria e al sole la gioia d'una giornata libera e senza affanni. Quel dì, ciascuno aveva cercato di lasciare a casa i suoi.
Meno che a tutti gli altri importa a Flora di sapere chi vincerà e chi perderà. Seduta sul muricciuolo del giardinetto, appoggiata la testa al tronco di un vecchio gelso che la protegge dai rami del sole, lascia che i suoi sguardi pieni di una triste stanchezza si perdano nel gran brulichìo delle cose che la circondano, ma non vede quasi nulla. Intorno a lei è il frastuono d'una gran gioia. Regina vien spesso a parlarle de' suoi palpiti, c'è chi l'invita a scegliere un posto più bello: Bortolo vuole offrirle un cuscino, perchè non abbia a sentir il freddo del sasso. Essa risponde e si difende amorevolmente, vincendo una specie di violenza interiore che vuol trascinarla a piangere e a gridare.
Comunque vadano le cose, Amedeo ha promesso di venir subito dopo la corsa al Galletto a bere un bicchiere, o anche due, coi parenti.
Sotto il pergolato le ragazze stendono una tovaglia e tratti dai panieri le torte e i cibi freddi preparano la tavola su cui Bortolo e il cognato dispongono le bottiglie. Se sarà la vittoria ne verranno delle altre…