Ne uscì un bimbo di forse due anni, con un tamburello al collo, che traballando sulle sue gambe grassottelle, disse:—Cignòli, è in taola.
—Presento Peppinotto. En avant, monsieur le general, faccia il suo dovere. Come ti ha insegnato la mamma?
Peppinotto intese che dovesse recitare la poesia del santo Natale, aprì le braccia, fece un mezzo inchino e declamò colla graziosità di chi non capisce nulla:
Co il bambin che dolme in cuna
È il Cignol del mal, del ciel….
Battistone, il reduce dalla Cernaja, non lo lasciò finire. I corpi grossi, ha dimostrato Newton, attraggono i piccini. Se lo prese in braccio e mentre don Procolo misurava al bimbo la grossezza dei polpacci dentro il cerchio delle dita, il cavaliere agitava il pulcinella dietro le spalle di Battistone.
—Tornò la signora Erminia con sua sorella Paolina, molto più giovine di lei, una ragazzona di quindici anni e mezzo, pettinata ancora alla bambina, con due trucioli castagni cascanti sugli occhi, piena di salute e di cuor contento, un po' vergognosa e molto pacifica in tutti i suoi movimenti.
—Questa poi me la prendo io!—disse don Procolo, offrendo il braccio alla ragazza che accettò subito.
Battistone e il Cavaliere presentarono insieme il braccio all'Erminia, che li prese tutte e due.
Le scarpe del Cavaliere stridevano come nelle grandi occasioni, e Battistone, sentendo quel braccio leggero e delicato sul suo e quel profumo delicato dei capelli, non potè sottrarsi a un confronto ripugnante, Gli pareva d'aver sul braccio un panierino di fiori. Non era avvezzo a portare dei canestri così leggeri, l'ortolano!
Per andare nel salotto da pranzo dovettero traversare prima la camera da letto, che formava l'angolo della casa.