—Bene, non se ne parli più—comandò la gentile padrona di casa.
Capitano, mi dia la mano e mi faccia una promessa…
—Tutto quello che vuole…—sospirò l'omone cogli occhi lustri.
—Carlinetto le darà un buon consiglio—soggiunse la Erminia.—E ora facciamo un brindisi Bebi…
—Viva la sora Erminia!
—Viva la sora Paolina!
—Viva Carlinetto e la sua felicità!
—Viva Bebi!
—Viva la vecchia amicizia!
Bebi si era risvegliato al frastuono e veniva in braccio di Immacolata a cercare il pranzo di Natale. Stese subito le piccole mani alla mamma, che lo accolse e se lo strinse al seno. Bebi era vestito d'un costumino bianco orlato di fiocchetti, un vero gomitolo anche lui come Lilì, con due buchi lucenti.
—Questi bravi signori permetteranno un'opera di misericordia: dare da mangiare a chi ha fame. Erminia sedette innanzi al caminetto in maniera da voltare le spalle ai signori uomini e servì il signor Bebi della sua buona grazia.