—Ecco, è persuasa ora che ha visto che non c'è?—-disse Carlinetto, affettando un gran sussiego per soffocare la gran voglia di ridere.—È contenta ora della bella figura che ha fatto? Vada, si vergogni, alla sua età! Se io fossi il capitano, vorrei insegnarle io il rispetto.

—Mi scusino….—balbettò la donna, ritirandosi.

—Che scuse! quando il capitano saprà di di questa scenaccia, non sarà niente edificato.

—Mi scusino….—Tornò a ripetere la donna, mentre Carlinetto la sospingeva verso l'uscio di scala. Quando però essa fu sulla soglia, volle pigliarsi la sua vendetta: e indicando un'ombrella dal manico a becco d'oca che il capitano soleva portare in viaggio, disse colla bocca amara:—Però le bugie hanno il becco d'oca.

Carlinetto non la lasciò finire e chiuse l'uscio con fracasso sul muso della megera.

Allora tutti si abbassarono per trarre il povero avanzo di Crimea dal suo nascondiglio. Sulle prime si ebbe compassione del suo abbattimento, ma poi una sonora risata accolse il povero risuscitato, che colla fronte bagnata e coll'aria d'uomo sfinito si abbandonò su una sedia.

Lilì, che non era in grado di giudicare, cominciò ad abbaiare senza riguardo alla dignità umana.

—Vede che cosa si guadagna a far dei misteri?—disse l'Erminia al capitano con un tono di benevolo compatimento.

Oportet ut scandala eveniant—predicò il prete.

—Chi di voi è senza peccati scagli la prima tavoletta di torrone—gridò Carlinetto, che stava appunto intaccando il suo torrone col coltello.