—Candido vecchio, o coronato araldo
Della pace, o signor del dolce canto,
Che porti in ciel la voce della terra.
—Noi siamo i sogni, le speranze, gli astri,
Che tu chiamavi coi notturni inviti,
O poeta, noi siamo gl'Ideali.
—Noi, se ci prega un pio col mesto canto,
Scendiam nei solchi arsi dal sol e siamo
Ai solchi la rugiada mattutina.
—Noi scendiamo alla culla ove sospira
L'orfanello ed entriam larve ridenti
Nella rete dei suoi teneri sonni.
—Obbedienti al delicato incanto
Delle tue dita scorrerem di fiori
A seminar la terra, e di sorrisi,
—Finchè ritornerà sopra i gradini
Del tempo l'armonia della tua cetra
Finchè un sospir mandi dal cor Natura—
O vivi, o gente altera ed infeconda,
Più amor non freme nell'umana selva?
Ahi, la voce di Lui spinta dal vento
Come una voce d'organo si perde
Nei silenzi del ciel!—Col suo poeta
Muore un raggio di Dio sopra la terra.
ALL'ITALIA
Madre ritorna, Italia,
Madre de' figli tuoi,
Lascia l'amor de' fatui
Ed adiposi eroi,
Che di lor ciancie assordano
I monti, i lidi, i piani:
Dai baci onde son viscide
Asciugati le mani.