ALLA TOMBA DI RE VITTORIO EMANUELE II
CAVALCATA
Anno 1885
Vidi apparir sulla strada romana
Che le rovine del Foro discende,
Su scalpitanti cavalli una strana
Torma di spirti, il fior delle leggende.
Uscian dall'urne ove giacciono i morti
Quale ciascuno il tempo seppellì:
Chiusi nell'armi venivano e forti
Entro i sereni splendori del dì.
Quanti mietè paladini la spada,
Quanti del Cedron riempion la valle,
Quanti ne vide la bella contrada
D'Adige e Po, Normandia, Roncisvalle.
Quanti portaron la lancia in torneo
Dell'armi degni e degli sproni d'or,
Passano tutti in trionfal corteo
Sotto l'arco di Tito Imperator.
Viene con lor Carlo Magno di bruno
Ferro coperto, imperator sovrano,
E secolui catafratto ciascuno
Che strinse la quirina aquila in mano.
Cesare vidi e Traiano che tante
Armi distese e nel marmo effigiò,
E molle nella porpora fiammante
Quei che all'Imperio le leggi dettò.
Viene con lor su tedeschi cavalli
Ezio terror dell'Unnica rapina,
E Stilicon che sugli ultimi valli
Vide spirare la virtù latina.