Caro volger le spalle
Al fragor della gente e al vasto tedio
Che il piano ammorba per trovar voi, care
Ombre nere dei pini, sulla via.

Lasciato indietro il mare
Delle cure in tempesta, ecco qui snodasi
Dietro il clivo la pace e vien innanzi
Sparso di suoni un bel pascolo verde.

Il sentierol si perde
Tra le roccie lassù, lambendo il margine
Della chiesetta, albergo alto ed aperto
Alle rondini pie. S'incurva al basso

Dove coll'acque si trastullan l'anatre
Un ponticel co' pie' tra sasso e sasso:
Ivi il molino innalza
Tra verdi spruzzi ed urti il soffio ansante.

Or non fa l'anno ed io salìa la balza
Di questi monti e meco era una tenera
Fanciulletta cantante….
Or sola è l'ombra mia lungo la via.

Voi ridete del vostro verde eguale,
O prati, o boschi, e sotto all'arco provano
L'ali le spesse rondini al ritorno,
Che già le chiama il mare.

Rota e ripete la sua nota il rauco
Operoso molin tra l'acque chiare,
Che nuovo pane a nuovi figli appresta.
Io sol vo stanco e solo

Cercando invan la mia canzon. In questa
Foggia il ritorno è un picciolo morire.
O voi, ombre, prendetemi
Dei cipressi davanti al muricciolo.

* * *

Era cara con lei questa segreta
Stradella, che nei campi umile gira,
La mattina di maggio e nella queta
Ora che il vespro tra gli alberi spira.