Nella mestizia mia correa giuliva
La sua parola come un'acqua chiara
Tra lenti sassi garrula si avviva.
Della tristezza dissipato il fosco
Velo, sentivo nella voce cara
Rider le cose, gorgheggiare il bosco.
Ancor tra i campi cerco la segreta
Ombra là dove il mio dolor mi attira:
Ma tace il torrentel, chiusa è la meta,
E un gran tramonto nell'anima spira
* * *
Ombre placide e molli, ombre silenti
Del bosco, io vi ritrovo e trovo insieme
Quel che passò tra voi nell'ore estreme
Della mia gioia e de' bei giorni spenti.
Qualche cosa di mio tra le piangenti
Vostre foglie va lieto ed erra e freme,
Tal che il mio core, desiando, teme
Di rivivere in voi l'ore ridenti.
Una voce, destando echi lontani,
Par che mi chiami in quella parte e in questa
Ove più folto perdesi il viale:
E i passi guida affascinati e vani
In mezzo ai tronchi un'agitarsi d'ale
Ed il fuggire d'una rosea vesta.
* * *
Mentre le luci di mia vita a poco
A poco si spegnevano nel muto
Crepuscolo degli anni e mentre fioco
Moriva il sol di nuvoli involuto,