D'un sacro tempio, ove il mortal desio
Trova riposo, dove l'uom sicuro
Di sua coscienza si abbandona in Dio.
Sia pace dunque, almen nel picciol muro
Che c'imprigiona in una mesta sorte,
Dove il sangue che cade è fango oscuro.
Tramontan presto le giornate corte
Del vivere ed ancor bianca è la sera,
Che già bussa nell'anima la Morte.
Allor ci sarà buona la preghiera
Dell'opra nostra, se con lampa accesa
Ci accompagni sull'ultima scogliera;
L'ira non già, non la fraterna offesa,
Non la vendetta, non dell'odio il vanto,
Non la minaccia, che sull'urna stesa
Nella tenebra eterna ulula il pianto.
ORA DI TEDIO
Non il piangere, no, tedio è il sentire
Morire in mezzo al core la speranza:
Non il morir, ma il non poter morire,
Quando non più che la memoria avanza.
Non l'onda umana, non la furibonda
Tempesta al marinar reca tormento:
Ma il deserto del mar senza una sponda,
Ma il legno infranto e non un fil di vento.
Non dir tu che la man stendi per via
Che il chieder pane è una miseria infame,
È più miseria, è più malinconia
Viver tra i vivi e non aver più fame.