E come ubriaca si tirò verso l'uscio e se ne andò, nel momento che si portava il fazzoletto turchino agli occhi.
Rimasi stordita davanti alle mie favolose ricchezze, e ci volle un bel pezzo prima che la mia ragione comprendesse in che cosa io l'avessi offesa. Ma la buona donna, che in quella sua idea aveva posto tanta tenerezza, non poteva rassegnarsi a vedersela rubare con tanta leggerezza da una ragazza, il merito della quale si riduceva a vendere delle cianfrusaglie fuori di moda. Per la Costanza quelle sue ottocento lire valevano diecimila giorni di fatiche e di risparmio; per me le mie non valevano quattro soldi, e con quattro soldi io tentavo di rubarle una delle più grandi soddisfazioni della sua vita. Anche nel fare il bene—ho letto in un libro—bisogna usare molta discrezione e non togliere ai più deboli l'occasione di meritarsi un premio.
«Ritieni—seguitava quel libro che ora capisco per la prima volta—ritieni che il miglior bene che tu possa fare è quello che tu lasci fare volentieri al tuo vicino.»
Fra me e la Costanza la pace fu subito conchiusa, e fra noi due fu ancora lei la più imbarazzata a perdonarmi. Si combinò che ella avrebbe portato dentro la giornata le sue ottocento lire, colla seguente lettera:
24 dicembre.
«Caro Enrico, domani è Natale, e sarebbe per noi un giorno di troppa desolazione se tu non ci fossi. Oggi ho parlato con papà e gli ho fatto capire che io non rimarrò a dividere questa desolazione, facendomi quasi complice di una discordia che offende i vivi e i morti. Il babbo n'è commosso, e se tu gli mandi ora una parola vedrai che è disposto a perdonare tutto.
La Costanza, che ti porta questa lettera, è incaricata di consegnarti anche una somma di ottocento lire, colla quale potrai soddisfare ai tuoi debiti d'onore.
Paga, e vieni subito nelle braccia della tua… mammina».
Costanza eseguì allegramente la sua commissione e io chiusi le mie gioie, e la presunzione nel cassettone.
Non potevo tuttavia non dire parola al babbo. Aspettai la sera quando rimanemmo soli davanti al fuoco e gli dissi: