—La Costanza.
Il babbo aggrottò un poco le ciglia. Se lo avesse saputo prima non l'avrebbe permesso, ma forse pensò che il miglior modo per evitare un male è di prevederlo.
Forse pensò ancora ch'egli aveva tardato troppo a perdonare, e che la vecchia Costanza, nel suo cuore di donna, aveva un assunto da compiere nella sua casa. Gli occhi suoi brillarono alla luce viva della fiamma, e vidi che a stento frenava le lagrime. Cercò lentamente la mia mano, se la tenne un pezzo chiusa nella sua sulle ginocchia e infine con voce velata dalla commozione, esclamò:
—Avete fatto bene, grazie….
—La Costanza mi ha fatto promettere che io non ti avrei detto nulla, teme di offenderti….
—Io non le dirò nulla.
—Ho accettato a patto che ella ricevesse una riga di scritto in cui mi dichiaro sua debitrice. Tu mi devi fare un altro piacere, papà, lasciare cioè che io paghi a poco a poco questo debito coi miei piccoli risparmi sulle spese inutili…. Sarà il mio debito di cuore.
—Se ciò ti piace. Tuccia, volentieri.
—E non dir più, Papà, che io scherzo col cuore.
Il babbo sorrise e diede una tenera occhiata al ritratto della povera mamma, che sotto i mobili riverberi della fiamma pareva agitato e vivo; poi mormorò: