Io aspiravo con voluttà l'aria vivace; assaporavo con delizioso egoismo le pulsazioni possenti della vita.
Un rumore misurato di passi mi riscosse dalla estatica contemplazione.
Sbucavano di dietro il muro della chiesa quattro carabinieri condotti da un brigadiere, un'atletica figura di savoiardo. Un montanaro di Sulzena li accompagnava.
Il signor Bazzetta aveva colta con premura l'occasione di esercitare le sue funzioni di assessore. Egli aveva mandato avviso alla stazione di Mirasco.
I cinque soldati sostarono un minuto sulla piazzetta. Poi il brigadiere mi si accostò e mi chiese se sapevo notizie del feritore.
Risposi in buona fede che credevo avesse lasciato il paese.
—È probabile, soggiunse, però bisogna compiere le formalità,
E volto alla guida che l'aveva accompagnato:
—Alla casa di Giuseppe Rivella, andiamo.
Mi salutò e s'avviò coi suoi uomini.