Beppe fu assolto.

Quando lo rilasciarono in libertà, gli andai incontro gli chiesi:

—Non siete contento?

—Non so cosa mi faccia, rispose, non ho più nessuno… e si guardava attorno smarrito, come un uomo che non sa raccapezzarsi a vivere.

Partì quella stessa primavera per l'America e non seppi altro di lui.

XXIX.

Passarono parecchi anni; ed io pure alle volte dimenticai i miei amici di Sulzena e di Zugliano.

Un giorno che passavo da Varallo, mi prese ad un tratto un ardentissimo piacere di rivedere quei luoghi, di ricercarvi un po' di quella gioventù che mi è fuggita tanto presto. Illusione da cui io mi lascio spesso sedurre, triste illusione, che senza darmi la gioia passata mi fa sempre sentire più grave il tedio presente.

M'inerpicai ancora per quelle care pendici; non mi accompagnava più il buono, il baldo angelo della speranza, ma il mesto rapsode del ricordo e del rammarico mi spingeva frettoloso ed impaziente alla meta. Non avevo più meco la cassetta dei colori; da molto tempo non guardavo più intorno a me, ma frugavo dentro di me, nel cuore, a ricercarvi alcune rime, alcune strofe dimenticate, feccia umana del generoso liquore che un dì in me traboccava.

Quando fui al guado dello Strona, un tristo pensiero mi colse.