Non si trovarono mai riuniti al medesimo desco, tre commensali più imbarazzati, e più incerti del loro contegno. Risparmierò quindi di ricordarmi i discorsi o meglio i monosillabi che furono scambiati in quella mezz'ora di pasto frugale, dopo il quale il medico si accommiatò e sparve sulla sua rozza per la porta da cui era giunto la sera.

Bazzetta mi invitò ad uscire per prendere una «boccatinina» d'aria, e visitar poi la sua farmacia dove,

—Noi due soli, soggiunse ammiccando gli occhi, in santa pace, con un vinettino bianco che vi piacerà, faremo di passar la giornata alla meglio.

—Dite che la passeremo a meraviglia se mi continuerete la storia del Sindaco. Ardo dal desiderio di conoscere finalmente il misterioso signor De Emma da voi dipintomi con sì bizzarri colori.

—Si continuerà, rispose Bazzetta, e la sua faccia furba fu solcata da un sorriso che voleva dire: «se tu sapessi come ti godo!»

Quanto al sorriso che nascosi io alla meglio, e che fortunatamente potè sfuggire a Bazzetta, imagiginatevi voi che cosa dicesse.

Eravamo giunti a metà del sagrato su cui il piede scivolava per l'erba bagnata che divideva in quadrati innumerevoli le pietre, levigate e lucide come cristallo.

—Ah! me n'ero scordato! sclamò il farmacista fermandosi di botto; c'è il funerale di quella povera creatura!

E mi additò la strada in faccia a me, ed il villaggio da cui sbucava una lunga processione davanti a cui s'alzava pencolando ora a destra ora a mancina, un sottile crocifisso abbrunato.

—Converrà ch'io ci assista, seguitò il Bazzetta: sapete, nei piccoli paesi bisogna conformarsi….. e poi… il vedovo mi deve una somma rotondettina,—sei mesi di malattia,—coglierebbe il pretesto della mia mancanza al funerale per lesinar sul conto e portar il saldo alle calende greche. Questi montanari, sapete, uh! sono più furbi di noi. Voi, del resto, non importa, se non vi piace, potete tralasciare….