Oh! quel no! fu come un tocco di bacchetta magica, che mutò il reverendo di punto in bianco. Si fece di mille colori…. avrebbe voluto volare, per saltar al collo di quel capo dei giurati che l'aveva pronunziato; avrebbe voluto urlare, per dare sfogo alla gioia feroce che gli si agitava nel petto.

Ma con uno sforzo supremo di volontà riuscì a calmarsi. Era salvo. Ridiventò grave, sereno, non senza un po' di tristezza che metteva come un velo simpatico in quella sapiente mistura d'espressioni: arrivò anche ad alzar gli occhi al cielo in un atteggiamento che fece impressione negli spettatori, mentre in cor suo gridava:—Bella! bella! gliel'ho accoccata, questa volta gliel'ho propria accoccata!

E il capo dei giurati seguitava a leggere, con voce nasale, i verdetti del resto dei reati.

XVI.

Chi vuol vederlo, vada a S. Giovanni: egli vive ancora: grasso, ben pasciuto, più rispettato che mai, più in odor di santo che mai, e dice messa. Ora s'è fatto un poco vecchio, ecco, e di tanto in tanto soffre di gotta.

Non par vero come certuni riescono a gettar sempre la polvere negli occhi alla gente! Egli stesso n'è maravigliato: e riandando come la scampò bella, non può far a meno di pensare che Dio e i santi dormono. Però non senza una certa inquietudine oramai, poichè pensa pure che c'è un proverbio il quale, dice: «Dio non paga il sabato!»

LA VENDETTA

I.

Di Peppe Sala ad Altavilla alcuni se ne ricordano ancora. Era un giovine bruno, pulito sempre come una mosca, con un par d'occhi neri, veramente siciliani, in un viso piuttosto femminile.

Era figlio del curatolo Francesco e d'Anna Ciro.