Si conoscevano. Anzi Peppe aveva fatto il chiasso con lei durante l'ultima raccolta dell'olive. La fanciulla non aveva più madre, non sorelle, non altre parenti prossime: una sua zia, con la quale stava ad Altavilla, era morta nell'anno; per necessità dunque se ne era dovuta andare a stare col padre e col fratello, il su Carluccio, campieri nella Riserba del marchese di C. Costoro dovevano pur badare alla roba del padrone, e per lo più, durante il giorno la lasciavano sola. Chi si sarebbe azzardato di fare uno sfregio ai Ricovàsi! Peppe cominciò a gironzare nei dintorni. Sulle prime il giovane veramente non aveva delle brutte idee: ammogliato, essa era zitella…. e poi i Ricovàsi non eran gente da lasciarsi posar mosche sul naso, e le cose potevano volgere al brutto…. benchè lui, in fin de' conti se ne infinchiasse della loro mafia, non si chiamava Sala per nulla…. gli piaceva di scherzare, ecco, come si suole nel loro ceto, e per questo e non per altro i piedi lo portavano sempre da quelle parti, appena metteva il naso fuori del paese, con lo schioppo a spalla, e un cecchinamici, il can bracco, dietro.

Ma la ragazza lo sfuggiva.

—Comare Rosa, ehi…. comare Rosa! lui le gridava dietro. Però inutilmente, poichè lei abbassava il capo, e faceva finta di non sentire.

Ma un giorno s'incontrarono repentinamente allo svolto d'una viottola, e non ci fu verso di svignarsela.

—Si può sapere perchè scappate quando mi vedete, comare Rosa?

La ragazza abbassò gli occhi tutta vergognosa, e per darsi un'aria seria aggrottò le sopracciglia.

—Chi è che scappa, rispose secco secco.

—Voi, per la madonna!

—È pazzo sto cristiano!

—No, che non son pazzo.