—Proprio?
—Quant'è vero Dio!
—Via, lasciatemi andare per i fatti miei….
—V'aiuto io a portarla quella brocca.
—Io non ho bisogno di nessuno, chè so portarla da me.
Un sorriso fine sfiorò le labbra di Bellomo; e dondolava il capo con un suo affare assai burlesco.
—Siete in collera con me…. si vede…. ma che colpa ci ho io se v'ho veduta la gamba, comare Rosa, fuori di casa dovevate cercarvele le pulci!
Alla ragazza vennero le fiamme al viso; s'era adirata; ma nell'alzar gli occhi vide quel sorriso nel muso giovanile di lui, perdè il contegno affatto, gli assestò un pugno, e s'allontanò in fretta, mentre il giovane le gridava dietro ridendo.
—Eh, che non c'è stato niente di male; le cose belle son fatte per vedersi, comare Rosa.
Da quel giorno gli scherzi in proposito fioccarono: egli l'era sempre tra' i piedi, vicino la fontana, nel gran viale del bosco, nella casa dov'essa abitava, quando ci poteva andare ora con una scusa ora con un'altra. E quella benedetta gamba faceva sempre le spese della conversazione. Ora, scaldato a quel giuoco, Bellomo la covava con certi occhi che cominciavano a mostrar chiaro quel che voleva da lei: e lei che s'era mostrata rigida sin allora, cominciava ad ammollirsi sotto il suo sguardo dolce, e che non mancava d'una certa potenza; più d'ogni altra cosa, era quel suo viso quasi femminile che le faceva battere il cuore d'una maniera strana, e la disarmava man mano. Sorrise a fior di labbra, ascoltò con un leggiero incarnato sulle guance, rispose allo scherzo, rise…. E Peppe sapeva che una donna assediata che ride, è come una fortezza che capitola.