Poi cambiato tono, baciandogli la mano, soggiunse con gravità:

—Reciti le ultime preghiere dei morti, sua revevenza, io sento già d'andarmene.

Lui, il sacerdote, s'era sentite sul capo, senz'ombra di commozione, quelle mani tremolanti di vecchio già fredde per l'avvicinarsi della morte, solo la maschera che stavagli di permanenza sul viso dacchè era entrato nel seminario, s'atteggiò al più vivo dolore: a forza di volontà arrivò anche a spremere due lacrime dagli occhi, avendo veduto che i pochi astanti piangevano. Poi s'alzò, si fece grave, e con voce ferma intonò le preghiere dei morti, nel mentre che un pensiero occupavagli il cervello suo malgrado: «faceva bene quel vecchio a andarsene; oramai in quella casa sarebbe stato di troppo.»

Le cerimonie funebri, le visite e le solite consolazioni degli amici lo annoiavano maledettamente: aveva fretta di cercare il gruzzolo che stimava ci dovesse essere per certo. Sicchè la sera, quando restò solo, cacciò un sospiro di soddisfazione. Si levò la zimarra che gli dava impaccio, e in maniche di camicia, con le lunghe tasche di traliccio legato ai fianchi e ciondolanti giù per le anche, al lume d'una lucerna che andava posando or su un mobile or sur un altro, si mise a rovistare per tutto: apriva e chiudeva i cassetti d'un vecchio canterano, mettendo la poca biancheria sossopra; casse, cavandone fuori abiti vecchi nelle cui tasche frugava con le mani febbrili; imposte d'armadi coi tintinni di stoviglie. Poi prese il bastone sul quale soleva appoggiarsi il povero vecchio, e cominciò a battere sull'impiantito, sui muri, ascoltando il suono che rendevano, attentamente. Ma non trovava quel che cercava, e si rimetteva a rovistare da capo.

A un tratto gli balenò un'idea. Corse al letto del nonno, mandò per aria cuscini e coperte, afferrò il pagliericcio di sul quale non era poi molto che i becchini avevano levato un cadavere, lo scucì, ne fece cadere la paglia…. Trasalì. Aveva sentito un rumore sordo, argentino…. Si buttò sulla paglia, vi cacciò le mani tramestando…. afferrò un grosso batuffolo, e così inginocchiato com'era, con la faccia in fiamme, e gli occhi luccicanti, cominciò a svolgerlo…. Scaraventò ogni cosa al muro: non aveva trovato che una ventina di colonnati, e tre monete d'oro. Nel silenzio si sentì com'una pioggia d'argento, un rotolare, un abbandonarsi tremolando di monete.

—Ah, esclamò il sacerdote tra' denti stretti, il vecchio ghiotto se li mangiava i danari!

S'alzò lentamente, prese il lume, e, tutt'accigliato, si diede a cercar le monete: le raccattava e le cacciava nelle lunghe tasche. Le aveva contate, il numero tornava; però non era contento; sperava che figliassero il cupido! e stette ancora una diecina di minuti, cercando in ogni cantuccio, sotto a' mobili, curvo, spargendo per terra l'olio della lucerna, la quale teneva molto bassa, mentre la sua ombra s'allungava sul muro, s'accorciava, s'alzava, s'abbassava, si voltava, si rivoltava d'una maniera assai grottesca.

Entrò nella sua camera, posò la lucerna e andò a buttarsi sul letto.

Che disinganno! aveva contato su quel denaro, che era sicuro di trovare, per alzar la casa, e arredarla come si conveniva al suo nuovo stato…. Non se l'aspettava un tiro simile! E ora come fare? poteva stare in quella stamberga? No: non era stato quello il suo sogno. Sapeva che in questo mondo tutto il rispetto, tutti gli ossequi son per i ricchi e un pochino anche per gli agiati, avessero meriti o pur no: tutto il disprezzo, tutta la diffidenza per i bisognosi, per i pezzenti carichi anche di tutte le virtù: non voleva essere del numero di quest'ultimi…. per i suoi fini era necessario che non ci fosse, o almeno mostrasse di non esserci. Bisognava dunque provvedere…. Basta, prenderebbe ad imprestito segretamente la somma necessaria sul fondo e sulla casa.

Intanto si confortava col consolo che uno alla volta gli facevano gl'intimi: caffè, latte, biscotti la mattina; brodi, galline lesse, arrosti di maiale, dolci il mezzogiorno; ova, e intingoletti la sera. Per bacco! non aveva mai sguazzato in tanto bene di Dio! si lasciava pregare un pochino per non parere, asciugava qualche lacrimetta che riusciva a spremer dagli occhi, cacciava un sospiro lamentevole, poi ventre mio fatti capanna!