Ma dopo il settimo, l'ultimo giorno che si ricevono nuove visite di condoglianze dagli amici, ebbe a provare un nuovo e più amaro disinganno: sulla casa e sul fondo c'era già una discreta ipoteca. Lo aveva spogliato dunque quel vecchio ladro! E non gli passò mai per la mente che l'infelice, vivendo di solo pane, avesse speso quel danaro, di cui egli si credeva defraudato, per mantenerlo nel seminario, farne un dotto e un santo, come soleva dire!

Vendè i mobili vecchi, affittò la casa dov'era nato, prese per sè una stanzetta piccola, ma pulita, in casa di mastr'Antonio per quattr'once all'anno, l'arredò decentemente e con una certa civetteria strana in quell'omaccione, comprò una zimarra nuova, un cappello nuovo da servir pe' giorni di festa, e così alloggiato, e rimpannucciato, attese. Attese una buona occasione con la cocciutaggine d'una bestia malefica accrescendo la dose di quella sua ipocrisia già mostruosa.

Cominciò a insinuarsi nelle grazie de' galantuomini, e de' ricchi burgisi, con l'orecchio teso e un miele di sorriso sulle labbra, con una scaltra adulazione anco che abboccare tutti gli uomini: in processo di tempo s'impadronì delle coscienze di tutti, poi, a poco a poco, senza mostrare le sue arti, entrò ne' negozi del tale, nelle vedute, nelle speranze del tal altro. Così fu più della giornata in casa di tutti; il beniamino delle monache, che, alla morte del padre don Alfio, lo fecero cappellano; e rappresentando destramente e con disinvoltura, la parte d'indispensabile, adoperandosi sotto sotto con le mani e co' piedi, potè diventare il factotum nelle amministrazioni di certe opere pie.

Un pensiero gli stava sempre fitto nel cervello: «aspettare una buona occasione.»

Oramai in paese non si parlava che di lui. Chi l'avrebbe detto! quel monello diventare un così santo uomo!… e che acume, e che prudenza, e che savia accortezza, e che scienza! Bisognava sentirlo a citare que' passi latini sempre a proposito, con quell'aria di chi sappia la sua lingua sulla punta delle dita, abbia buttato sangue sui volumi degli antichi grandi scrittori! faceva accaponare la pelle addirittura!

E per un consiglio s'andava da padre don Giuseppe; per venir fuori da un affare spinoso s'andava da padre don Giuseppe. Un padre aveva un figliuolo discolo? andava da padre don Giuseppe: un marito aveva la moglie, o una figliuola cervellina? andava da padre don Giuseppe. Anche da giudice conciliatore gli facevan fare in certe liti tra loro. Bisognava vedere allora l'aria che assumeva il furbo matricolato: voleva gli si raccontasse ogni cosa minutamente; egli ascoltava attentamente, gravemente; scrollava il capo, appoggiava la fronte sulla palma della mano, mandava un certo sibilo delle labbra; guardava i contendenti, diceva che la questione era arruffata…. poi finiva con lasciar tutti contenti, e con l'idea che in quell'occasione aveva sudato sangue, ma era stato un vero Salomone. E crescendo quella sua riputazione di dottrina e di saggezza, don Alessio Berlingrieri gli dette a istruire la figliola; i Salamaria, risaputa la cosa non vollero esser da meno di quel villano rifatto che si sentiva un gran che perchè aveva quattro soldi, e gli affidarono il figliuolo; i Satines la figliuola; i Rossetti il nipote. Eran danari quelli che cominciò a riscuotere ogni mese, senza contare i regali che fioccavano. Il furbo conosceva i suoi polli: ricevuto un regalo dal tale, lo annunziava con grandi elogi, come per mostrare la sua riconoscenza a tante gentilezze contro i suoi meriti; sì che i gonzi invasi dalla furia dell'orgoglio, facevano a sopraffarsi, con quanto gusto del prete ognuno immagini.

Ma un giorno quella famosa occasione che aspettava da tanto tempo, parvegli si presentasse finalmente. La moglie di quell'avaro del borgese Pietro Sgrò, in punto di morte, profittando del momento ch'egli ascoltava la sua confessione, gli domandò se si prenderebbe l'incarico di dividere ai parenti di lei una certa somma ch'era riuscita a sottrarre al marito.

—Che somma? domandò il reverendo il quale si sentì rimescolar tutto, e cercava di nascondere la sua agitazione sotto a una leggera tosserella.

—…. Ducent'onze padre….

—Oh la pu…! esclamò dentro di sè il degno sacerdote.