—Il su Carluccio.
E gli raccontò quel che aveva veduto.
Il su Menico portò la mano destra alla bocca, e si attaccò un morso in un dito.
IX.
Uno splendido sole di marzo illuminava la campagna: tirava una brezzolina pungente. Il su Cicco, dondolandosi sulla sua robusta cavalla baia, faceva la solita girata per il bosco.
Si sentì un colpo.
—M'ammazzaru!… gridò il campiere, e cadde da cavallo.
Ma col pallore della morte nel viso, si sollevò sopra un braccio, e arrivò anche a cavar fuori la pistola dalla tasca del giubbone: ma in quella si sentì un secondo colpo, e una palla venne a bucargli l'osso frontale.
La domenica dopo, verso ventitrè ore, il su Menico passeggiava, con un suo cognato, nella piazza d'Altavilla, tra un mondo di gente.
Un uomo armato s'affacciò alla cantonata d'un vicolo, spianò lo schioppo, e fece fuoco due volte: il su Menico e il cognato stramazzarono senza manco poter dire, Gesù aiutatemi!