Allora Nino levò le braccia in aria e voltò il capo, protestando che non voleva sentire a parlare…. Era a disposizione dell'amico quando volesse per la domanda, ma non poteva comprendere tanta fretta a voler tornare a Palermo: tra venti giorni tutt'al più, sarebbero ritornati insieme, e venti giorni non eran poi gran che, tanto più ch'egli poteva veder la signorina quando gli piacesse.
Furlani balbettò, si fece rosso, e finì con acconsentire a restar ancora qualche giorno.
Intanto in Serafina cresceva l'amore per i fiori.
Mario per due giorni non s'affacciò alla finestra: il terzo sentì de' sassolini battere sull'imposta socchiusa. Provò un rimescolio in tutta la persona, corse ad affacciarsi, e vide Serafina mentr'era per lanciare un altro sassolino. La sirena si messe a ridere come una biricchina colta in flagranza.
—Non venite? gli disse poi: ed aspettò.
Allora ogni mattina lui si faceva trovare alla finestra: lei passava, e lo chiamava.
Era tornata gentile, la sua voce aveva qualcosa di carezzevole, che sin'allora non aveva avuto mai, i suoi occhi un'espressione di dolcezza infinita: non aggiustava più sul petto un merletto indiscreto, che mostrava troppo de' tesori del seno, non abbassava più il lembo della sottana sul piedino troppo scoperto, si abbandonava nella sua pudica seminudità, contenta che ei la frugasse tutta con gli occhi accesi di desideri. Si accoccolavano insieme in mezzo alle aiuole, e le loro mani s'incontravano tra 'l verde delle piante; si chinavano insieme su' fiori, e le loro guance e i loro capelli si sfioravano; li coglievano insieme, poi sedevano sull'erba, e facevano insieme de' mazzolini che scambiavano, governavano insieme un giacinto, un tuberoso, un geranio, una rosa bianca; e quella vita in mezzo a' fiori l'inebbriava, i profumi avvelenavano loro il sangue, soffocando i rimorsi dell'uno, irritando sempre più i desideri dell'altra.
Il marito andava, veniva sempre affaccendato: uno sguardo carezzevole alla moglie, un sorriso all'amico, qualche parola buttata lì mentre s'allontanava in fretta, e la sua faccia bruna riprendeva l'aria seria d'uomo d'affari.
IX.
Quella mattina egli era partito pel podere di Biavalle: doveva vedervi un semenzaio d'aranci, i cui arboscelli voleva comprare pel suo podere del Salice: era tardi, e s'era portato l'occorrente per far colazione sul posto.