E il Sala che comprese alle parole, e più che altro all'espressione di quel sorriso, borbottò:
—Non è ancor l'ora…. Prima c'è da fare un altro tentativo.
—E quale?
—Andiamo a casa vostra: di queste cose non se ne parla in strada…. Vi dirò solamente: m'avete domandato con insistenza il perchè ho voluto sapere quel che facevano in giardino la signora e il cavaliere; bene stasera vi sarà spiegato.
—Umh…. son storie…. per me non mi ricredo: il vero mezzo è il mio; bisogna adoperar quello se non si vuol fare un buco nell'acqua….
—Non è come dite voi: lasciatevi servire da me che non ho i capelli bianchi per nulla.
Lalla scosse il capo.
Camminarono l'uno vicino all'altro, silenziosi e con le mani in tasca.
XIV.
All'orologio a pendolo tra le due librerie sonavano le nove, allorchè Matteo, il giovane che andava far la spesa e i servizi minuti a' Ficarazzi, entrò nello scrittoio: si levò il berretto, e in punta di piedi, per non disturbare il padrone così intento a scrivere che non aveva nemmeno alzata la testa, andò a posare sulla scrivania le lettere e i giornali. Poi restò a pochi passi di distanza, non arrischiandosi di muovere che i soli occhi, i quali or alzava al soffitto, or posava sullo Striati, or sulle file de' libri luccicanti d'oro dentro le vetrine.