«SIGOR DON ANTONINNO,

«E becco! becco! vostra mogle vi fa li corna con lo vostro amico, tutti lo sanno e voi non venne accorgite o fate finta di non venne accorgere, si baciono tutto il iorno sotto l'arvole del iardino si oniscono ogni sera nel cirschetto cinise e vi saloto!!!!

N. N. che timpira le pinne

L'infelice sbarrò gli occhi e si fece bianco come un morto; parvegli come se una mano di ferro gli avesse abbrancato il cuore e cercasse di stritolarglielo. Felice, immerso sino ai capelli nei suoi sogni…. che colpo! che risveglio crudele!

S'alzò vacillante.

Essa lo tradiva, essa lo tradiva…. ed egli sentiva di amarla come un forsennato!… E l'altro…. il suo migliore amico, quegli che aveva beneficato tante volte! Aah!…

S'appoggiò al tavolino con tutt'e due le mani, e restò per un pezzo immobile, con gli occhi stupidamente fissi e il viso contratto.

Essa lo tradiva…. essa lo tradiva….

Tutt'a un tratto si scosse, rilesse la lettera, e la spiegazzò tra le mani convulse….

Ma qui un filo di speranza venne a fargli circolar di nuovo il sangue liberamente, a sospender le angosce che dilaniavano il cuore di quel disgraziato.