Portava con la solita grazia il vestito a righe bianche e celesti che piaceva tanto all'amante, aveva il capo avvolto capricciosamente in un velo bianco, e s'appoggiava sull'ombrellino come sur un bastone.

Egli la seguiva con gli occhi, la faccia pallida contratta da un sorriso ironico.

Ei piangeva, e col suo pianto
Tutto il volto mi bagnò.
Ah! Mi stringeva al seno ei tanto,
Mi diceva, io tornerò.

La bella donna scomparve tra le piante, la sua voce che s'era fatta via via più debole, si spense in un mormoro. Io tornerò… io tornerò….

Nino si levò dalla finestra, e fece alcuni passi per la camera come un uomo smarrito, quella romanza aveva risvegliato in lui l'eco della felicità passata: gliel'aveva sentito cantare giovinetta, tante volte, nei bei tempi del loro amore, quand'essa era un angelo ancora…. Oh! questo ricordo! In tal momento gli bruciava l'anima più d'ogni altra cosa. E suo malgrado riandò que' tempi, con un tumulto di pensieri rapido sì, ma qua e là particolarizzato…. Quando la vide la prima volta; come nacque in lui quell'amore ch'era stato la vita sua; come crebbe…. come solevano incontrarsi per le scale; com'essa salisse sempre mollemente, seguita dalla mamma, appoggiandosi con grazia sull'ombrellino…. vedeva il suo viso di fanciulla con un leggiero strato di cipria, i begli occhi azzurri ch'essa apriva man mano nel guardarlo, il che gli aveva fatto sempre provare un trasalimento di piacere…. Egli si stringeva al muro per lasciarle passare, e salutava, lei si faceva rossa rossa inchinando il capo, e saliva più in fretta certo per tenerlo meno incomodato…. Rivedeva il salotto della vecchia signora, i mobili un poco frusti, il vecchio pianoforte, e in un angolo la statua in gesso di Napoleone I con gli stivaloni e il solito cappello, con la mano dentro lo sparato della sottoveste…. si rivedeva bendato a correre brancolando verso di lei, sentiva il riso che lei soffocava nel fazzoletto, il fruscio delle sue sottane…. E riandò la dichiarazione d'amore, e la vita beata di promessi, e il matrimonio…. essa era pallida, commossa, divinamente bella e nell'abito bianco sotto al gran velo…. e il paradiso della loro villetta, ora mutato in inferno!… Mario si presentò a' suoi occhi…. Che ricordi terribili! Lui lo presentava a Serafina…. lui gliene parlava spesso…. lui lo portava alle stelle…. lui s'affannava a farlo entrare nelle grazie di lei…. stolto! metteva in quell'anima i primi germi dell'amore!… lui s'adirava quand'essa gliene diceva male…. lui lo ricondusse a casa quando se n'era allontanato…. lui lo invitò a villeggiatura…. lui insistè perchè restasse quando, forse spinto dal rimorso voleva fuggire…. lui!… sempre lui!!… Oh!… ma quale rabbia di distruggere la sua felicità l'invadeva!… chi lo guidava dunque, e con quali fini! chi l'addormentava nella sicurezza tanto da lasciar la donna sua, il suo idolo, la sua unica felicità…. il suo tutto, senz'assistenza, senza consigli, in balia del primo venuto…. chi…. chi l'accecava mentre gli altri vedevano!…

Un'orribile fatalità pesava sul suo capo!…

Sentiva d'impazzire.

Andò a una sedia e vi s'abbandonò: restò immobile, con le mani intrecciate tra le gambe, con il capo basso, fissando gli occhi ardenti al suolo.

Lo si volle ridurre senza scopo dinanzi a sè dunque, senza speranza, circondato da un orizzonte nero, inesorabilmente nero…. Lo si volle assassinare…. Oh, se non fosse vero!…

Ma tanti particolari a' quali non aveva badato prima, gli si presentarono a un tratto con la rigidità dell'evidenza: e un giorno aveva visto questo…. e un giorno quello…. e un giorno avevano fatto questa cosa, un giorno quest'altra… sì che si persuase che non c'era più dubbio.