—Carogna chi se ne pente!

—Qua la mano!

—Qua!

E si strinsero la mano.

Quella sera mastro Pasquale uscì dalla bettola meno torvo del solito,
Santo un po' alticcio.

Il calzolaio dette le volte per il letto, nel suo stambugio buio, stillandosi il cervello a trovare il buon affare che bisognava al cugino Zumboli. Sei ore…. sett'ore…. ott'ore…. i tocchi lenti dell'orologio della chiesa vibravano sonori nel silenzio della notte…. Svaligiavano la parrocchia…. imbacuccati ne' cappotti, una notte nera si facevano cheti cheti alla porta piccola…. aprivano con un grimaldello…. entravano…. Una lampada appesa davanti all'altar maggiore, rischiarava appena la navata principale. Egli si sentiva scorrere un brivido per l'ossa. Accendevano un cerino, penetravano nella sagrestia, scassavano l'armadio…. Che luccichio d'oro e d'argento!… Cacciavano nelle tasche di dietro della cacciatora calici, pissidi, turiboli alla rinfusa…. Riattraversavano la chiesa, uscivano…. A chi avrebbero venduta tutta quella roba? Era difficile trovare un compratore…. bisognava nascondere gli oggetti, trattare con più d'uno, e gli oggetti erano conosciuti…. No, no, non era cosa da farsi.

Assaltavano il procaccio: uscivano armati e di notte dal paese…. s'appostavano nello stradale…. aspettavano…. S'udiva un tintinnio di campanelli, poi un rumor di ruote e uno scalpitar di cavalli: si vedevano i lampioni accesi nell'oscurità. Ma…. e que' due cosi avvolti ne' loro mantelli e sdraiati sull'imperiale?… Carabinieri! Brr…. sentiva freddo al solo pensare che bisognava fare alle schioppettate.

Oh!… c'era don Peppino, quel negoziante napoletano arrivato non era molto…. Si diceva che in pochi giorni aveva venduta molta roba…. Ci avrebbe avuto proprio gusto a svaliggiarlo quel forestiere. Ma…. e i danari li lasciava nel cassetto del banco?

Undici ore…. Un barlume penetrò per le fessure della finestra, in quella che un nome guizzò nella mente di mastro Pasquale, e dietro a quello un'idea: egli aveva trovato il buon affare che abbisognava al cugino Zumboli…. Oramai era sicuro, sposerebbe Carmela. Scese il letto, si vestì in fretta, prese in fretta quel suo straccio di cappotto, uscì e andò nel vicolo vicino, a picchiare all'uscio di Santo. Questi, digerendo ancora la cotta presa la sera avanti, russava con i pugni chiusi, steso bell'e vestito sul pagliericcio. Aprì un occhio, si stirò con un sonoro sbadiglio, poi s'alzò e andò a tirare il paletto.

II.