Le sante massime di don Pietro l'aveva ascoltate attentamente, l'aveva ruminate, l'aveva meditate, ne aveva tirate delle conseguenze. Essi erano gli oppressi; i proprietari gli oppressori…. era una guerra dunque tra di loro, continua, accanita…. Che si faceva nelle guerre? chi vinceva arraffava, e per di più metteva i piedi sul collo ai vinti. Questo stesso, in piccolo, poteva farlo anche loro: era un valersi del diritto della conquista senza tante storie. Del resto i bisnonni de' proprietari presenti un tempo l'avevano rubate quelle che ora costoro chiamavano col nome pomposo di proprietà: don Pietro lo cantava chiaro.

Ma le leggi? Egli se ne infischiava! Belle quelle leggi! o che forse non l'avevano fatto i ricchi per conservare il maltolto? C'era per lo mezzo quella benedetta giustizia, era vero…. bisognava adoperare certe precauzioni…. se no….

Il cugino Santo, fattosi allegro in viso, approvava. Bravo! questo era parlare, porca cagna! Avevano ragioni da vendere. La cosa era tanto chiara che l'avrebbe capita un bambino. Ora il cugino poteva tenersi veramente per marito della figliola di mastro Cruciano.

—Vedete…. io stentavo a parlarvene…. gli disse infine. Codeste son cose rischiose, e….

—Avete avuto torto: ancora non mi conoscete!

—Dunque….

—Sì.

—Cercheremo….

—Sì.

—E trovato….