E una sera, dopo aver barato alla zecchinetta, e pelato a dovere certi gonzi che s'eran lasciati prendere all'amo, con l'esca di qualche piccola vincita, gozzovigliavano nella bettola di mastro Mariano Ruvoli. Era tardi ed erano soli nella stanzaccia affumicata, rischiarata appena da un lume a petrolio. Dall'uscio aperto della cucina veniva un odor di carne soffritta di cui si sentiva lo sfriggolare: il bettoliere preparava lo stufato di pecora per l'indomani.

Mastro Pasquale co' gomiti appoggiati sull'orlo del deschetto, e con le mani cacciate tra' capelli, guardava fisso il cugino Zumboli, che, tagliatosi un fettone di pane, e sbocconcellando, e facendo di tratto in tratto la zuppa segreta, parlava con la bocca piena, a frasi interrotte. Coi lamenti…. coi sospiri…. non si arrivava a togliersi d'impaccio, era chiaro…. Per esempio…. egli sarebbe restato fra gli artigli di quell'usurario di don Giuseppe, che aveva giurato di buttarlo fuori di casa se a mezz'agosto non pagava; il cugino in balìa di quella sanguisuga di don Liborio…. e senza la figlia di mastro Cruciano per di più…. Che fare dunque?… o rassegnarsi….

Qui l'innamorato scosse il capo.

—O tentare un affare….

E Santo guardò il cugino, per vedere che impressione gli facesse questa proposta.

Il cugino ascoltava con molta attenzione; ci prendeva gusto al discorso, almeno a giudicarne dal luccicare solito de' suoi occhi.

—Ma quest'affare…. bisogna cercarlo, seguitò Santo. E abbassò la voce.

Sforzare un magazzino?… una cantina?… per far che? per portar via poche salme di frumento, o qualche barile di vino…. E se ci scoprono? la galera nè più nè meno come se ci mettessimo a rubare una diecina di mila onze! Grazie tante. Per un porco cappotto sono stato un anno in villeggiatura a Termini…. Mio nonno mi soleva dire: «figliuolo mio, stammi a sentire, e abbilo per massima, l'appropriarsi d'una sommerella è furto; ma il metter le mani su d'una somma che ci può far cambiare di stato, è conquista.» Mi dispiace di non averci pensato prima…. Per me, ora lo dico chiaro e netto, non mi metterò al rischio, se non c'è un buon affare a vista…. Che ne dite?

Mastro Pasquale posò i pugni sul desco. Santo diavolo…. sì…. anche lui n'aveva piene le tasche finalmente!… Gli piaceva quel discorso…. alla cosa ci aveva pensato su anche lui. Sì, una decisione l'avrebbe presa…. Se il cugino diceva davvero, egli era pronto.

E riprendeva il tema favorito dell'ingiustizia, dell'ineguaglianza delle classi.