—Salutiamo il su Francesco.
—Salutiamo, rispose il campiere, con una cera maravigliata e sbuffando com'era il suo solito: poi ficcò i suoi occhietti in volto a' due giovani.
—Che diavolo andate facendo a st'ora e con sto tempo da cani!… C'è cosa?…
—Niente, rispose mastro Pasquale.
—Niente, ripetè mastro Santo.
Ma il su Francesco non glieli levava que' suoi occhietti d'addosso, ci credeva poco a quel «niente»—Umh…. pensò, a me non la danno a bere…. Basta, sentiremo. Ma perchè non sedete, disse poi ad alta voce.
I due cugini sedettero su de' _furrizzi_¹ attorno al fuoco. Il campiere andò a smoccolare il lume, v'aggiunse dell'olio, poi venne a sedersi anche lui, e si mise ad attizzare il fuoco. Mastro Santo e mastro Pasquale si dettero d'occhio.
¹ Specie di sgabello fatto con ferule.]
—Su Francesco…. cominciò quest'ultimo, dobbiamo parlarvi.
—A me?