—A voi.

—Lo dicevo io che la cosa non era tanto liscia! pensò il su
Francesco. Sentiamo, disse poi a' due cugini:

Il quella il cane rizzò le orecchie ringhiando; poi balzò all'uscio e si mise ad abbaiare. I tre uomini si voltarono e stettero ad ascoltare.

Non si sentiva che il fischiar del vento e la lontana romba del mare…. Ma poco dopo picchiarono.

—Chi è? gridò il campiere con la sua vociaccia di basso.

—Io.

—È Sciaverio. E andò ad aprire.

Il cane si mise a mugolare e a scodinzolare. Entrò un giovine alto, stecchito con una faccia pallida tutta rasa, in cui si movevano due occhi neri, foschi e irrequieti. Benchè le notti fossero ancora fredde e soffiasse quel ventaccio, egli era senza cappotto. Si salutarono.

—Niente? domandò il padre ammiccando.

—Niente, rispose il figlio mentre appoggiava il fucile a un angolo.