Si trovava in una specie di grotta con la volta a cupola, dalle cui pareti trasudava un umidore verdastro. In un angolo c'era per terra uno strapunto, con un guanciale e una coperta di lana piegata: dall'altro lato un furrizzo, e un deschetto: sul deschetto una lucerna di stagno a due beccucci, un paniere coperto con un tovagliolo, due bicchieri, due bottiglie, una di acqua l'altra di vino, una castellina di piatti, e delle posate d'ottone.
Sarà stanco, disse il bandito con gentil premura.
—Un poco, rispose l'infelice: e mise un sospiro.
Allora Nicola cominciò a fargli animo. Via faceva male a prendersela a quel modo; era una bazzecola che non metteva conto impensierirsene!
Tanti e tanti s'erano trovati nell'istesso caso di lui, per questo avevano creduto che fosse il finimondo? avevano pagato e tutto era finito.
Era dura la maniera di cavarsela…. ma… che farci? correvan certi tempi che si scarseggiava di tutto…. non si poteva poi campar d'aria! Chi doveva venir loro in aiuto se non i ricchi? Essi dovevano coprire i bisognosi col manto della carità…. Via scrivesse una letterina al canonico, e gli prometteva di ricondurlo a casa, senza che gli fosse stato torto un capello. Voleva vederlo allegro però, sangue…. Nel paniere (e accennava con la mano) c'era del pesce fritto, un poco di carne fredda…. non s'era potuto aver altro in quella confusione: ma l'indomani si provvederebbe meglio. Se il vino era buono poi, lo conoscerebbe assaggiandolo. Dunque voleva che mangiasse bene, bevesse meglio, senza pensare a guai.
Il furrizzo era troppo basso perchè il Savarella potesse mettersi a scrivere al deschetto: e perciò Nicola prese un piatto e glielo porse rivoltato, gli dette un foglio di carta piegato, che s'era levato di tasca in una a un calamaio di corno a vite. L'aperse, si mise coccoloni davanti a don Bastiano; e gli diede la penna. Questo s'era seduto, aveva posato il piatto sulle ginocchia; e spiegatovi sopra il foglio, prese la penna, l'intrinse nel calamaio, e domandò:
—Che devo scrivere?
—Manca talento a vostra eccellenza?
—Io non so…. dettate voi.