Smontarono. Il fattore levò le bisacce di dosso alla cavalla, ne cavò fuori un pane, il fiasco con il vino e un microscopico pezzettino di cacio avvolto in un tovagliolo. Sedettero in terra e si misero a mangiare, mentre le bestie pascolavano lungo il ciglio della via.

—Compare Peppe, disse il su Mariano portando in bocca un briciolino di cacio, che aveva tagliato con la punta del coltello; è venuta l'ora di dirvi il perchè del nostro viaggio.

—Non c'è bisogno, su Mariano; ier sera intesi tutto per aria….
Portate i danari a' briganti, eh?

—No, compare Peppe, non porto i danari ai briganti, ma vengo per cercare d'accomodar la cosa…. Vogliono sedicimila onze nientedimeno! O dove l'hanno i miei poveri padroni tutti questi danari! tutto quello che posseggono non arriva manco a trentamila….

Ma in questa s'era voltato e aveva veduto muoversi delle teste, lassù, dietro a certi pietroni.

—Oh, oh!… disse: credo che sian qui.

—Dove?… io non li vedo.

—Là; dietro a quelle liste.

—…. È vero.

—Guardate, scende uno…. E il su Mariano, per darsi certo un po' di coraggio, preso il fiasco, ne levò il turacciolo, si passò il rovescio della mano sulle labbra e bevve a lunghi sorsi.