—Parlasti con don Peppino?
—Ci parlai.
—Accetta?
—Sì: ma vuole abboccarsi con te.
—E…. ti sei ricordato di non compromettere la mia veste sacerdotale?
—Oh!
—Bene.
—Stasera, a tre ore, il Capitano ci aspetta nel bosco di Melia, alle
Tre Croci.
Allora il prete gli disse che s'era provveduto degli abiti per travestirsi, e gli raccontò come. Glieli aveva prestati Mommo il Vappo, il guardiano delle vigne della Rupe, un po' cugino del suo mezzaiuolo. Gli aveva dato a bere che gli abbisognavano per una certa sua tresca; gli raccomandava anzi il silenzio. Il bietolone s'era messo a ridere: gli era parsa assai buffa la cosa; per questo anzi aveva cercato di scavare come stesse. Ma lui s'era mostrato dispiaciuto di non poterlo contentare, in quel caso, più che in ogni altro, bisognava saper tenere il segreto, tanto più che n'andava l'onore d'una famiglia onesta, e via discorrendo.
Castrenze aveva certi abiti vecchi di suo padre: si sarebbe legato oltre un fazzoletto attraverso un occhio, a causa di quel benedetto strabismo. Ciò per la sera del tiro. Accomodato a quel modo, sfidava tutti gli occhi del mondo a riconoscerlo.