—Bravo.

E così fece: e l'indomani nuova gozzoviglia nella taverna del
Maffioso: e nella piazza il solito «aspetta.»

Quello che questa volta aveva preso le posate era un contadino conosciuto per uomo che soleva tenere il sacco a' piccoli ladri: un vecchio tabaccoso che pareva la morte secca. Prendeva il fresco, appollaiato come un barbagianni sulla soglia dell'uscio, quando arrivò Peppe correndo.

—Che hai, gli domandò col suo risolino scaltro, sei inseguito dagli sbirri?

—No…. entrate… devo parlarvi. E chiuso l'uscio, seguitò. Queste posate….

—Ebbene?

—Sono del Capurbano, il padre di Castrenze.

—Diavolo!

—Seppe che gliel'aveva rubate il figliuolo, lo prese per un orecchio, lo condusse in una stanza, serrò l'uscio, e lì di dove vieni? vengo dal mulino. Capite…. svesciò ogni cosa…. anche che le posate l'avete voi.

—Davvero!