XII.
Povera Lola…. Il lumino da notte posato sul tavolino, davanti a un quadretto dell'Immacolata Concezione, con un cestino da lavoro per riparo dal lato destro, spandeva un debole chiarore in una parte della stanzetta, allungava smisuratamente l'ombra del cestino nell'altra parte dov'era il letto in cui essa dormiva. La coperta bianca modellava il suo corpo rannicchiato. Sul cuscino spiccava la sua testolina bruna, con gli occhi chiusi, e le labbruzza semiaperte a un respiro dolce e regolare.
Dormiva con le braccia in croce sul petto, e sognava di Giovanni. Quante volte il giovine, spintovi dalle sue domande, non le aveva descritto il nuovo quartierino che aveva affittato in una bella casa in via Macqueda! A lei pareva d'essere a Palermo (in un Palermo foggiato dalla sua immaginazione, cioè, un giardino immenso sparso di palazzi, con una larga via nel bel mezzo, via Macqueda) e davanti a quella casa. Trepidante, entrava, saliva le scale, sonava all'uscio del terzo piano…. le apriva una serva (vecchia) che la squadrava tra curiosa e meravigliata.
—È in casa il vostro padrone?
—Sissignora. Signo….
—St…. interrompeva lei con un gesto.
Attraversava in punta di piedi l'anticamera, il salotto, spingeva un uscio pian piano, e guardava…. Come le batteva il cuore! Egli era al tavolino, coi gomiti appoggiati sul piano, e le guance tra le palme: pensava di certo. A che pensava? Essa, camminando sempre sulle punte de' piedi, veniva sin dietro alle sue spalle… gli buttava le braccia al collo.
—Oh!…
E qui una dolce sorpresa, un alzarsi di scatto, un abbraccio in cui si confondevano le loro persone, un bacio in cui si confondevano l'anime loro. Lui le domandava com'era venuta…. e tornava ad abbracciarla, a baciarla, senza darle il tempo di spiegarsi…. Uno accanto all'altro con un braccio attorno alla vita, visitavano la stanzetta. Essa la vedeva come il giovane gliel'aveva descritta tante volte: con l'armadione, il tavolino carico di libri dal lume con la ventola istoriata, gli abiti pendenti dall'attaccapanni, il letto col zanzariere di velo bianco…. di sotto alla balza della coperta venivan fuori le punte d'un par di graziose pianelle, quelle stesse che lei gli aveva ricamate, e regalate prima di partire….
E nella stanzetta, tutta un profumo verginale, un moscerino ronzava di quando in quando.