Ma a un tratto essa si desta…. e presa da un terribile batticuore, si rizza sur un gomito…. poi a sedere sul letto…. Chiusa nella camicia da notte, con gli occhi spalancati, con le mani tra' capelli, sta ad ascoltare…. Che è, Dio mio!… sente abbaiare i cani furiosamente…. sente un rumor di sassi che rimbalzano sul suolo…. il guaito d'un dei cani certo colpito…. uno scalpitìo nella spianata…. un colpo dato alla porta, uno strano scricchiolio….

Ma sono i ladri di sicuro…. e cercano di scassare la porta!

A quest'idea balza fuori delle coperte, e volgendo sguardi atterriti verso la finestra, dà di piglio alla sottana che è col resto degli abiti su una sedia ai piedi del letto, se l'infila in fretta, s'infila la veste, le pianelle, e mentre cerca d'agganciarsi alla meglio la vita con le dita tremanti, corre all'uscio: l'apre, si slancia nella camera della zia.

Donna Costanza, supina, col volto gonfio e la bocca aperta, russava sodo.

—Zia…. zia….

La fanciulla, ritta innanzi al letto, bianca come una morta e tremando verga a verga, la chiamava con voce soffocata, e la scoteva.

—Eh, eh….

—Zia…. zia….

—Cosa vuoi…. che cosa c'è?… balbettò essa finalmente con gli occhi ancora tra' peli.

—I ladri…. cercano d'entrare in casa….