Agli occhi avidi dei banditi che s'affollavano, si presentarono, schierati in quel nascondiglio, cinque o sei sacchetti rigonfi. Fu un pigiarsi, uno stendere confuso di manacce, un ghermire rapace. E il povero vecchio, approfittando del momento in cui supponeva i banditi bastantemente occupati, si mosse per accorrere in aiuto della figliuola, che, con quella pietosa ostinazione di chi perde un essere caro, non voleva credere ancor morta, benchè l'avesse veduta stramazzare senza mettere un grido.

Ma una mano di ferro gli si posò sul braccio, e lo costrinse ad arrestarsi.

—Dove vai, assassino!

Era il feroce Mamola, e lo guardava bieco.

Era dunque quel povero padre l'assassino! quel povero padre che agonizzava nello spasimo di sapere ferita a morte la sua creatura, a pochi passi da lui, chiedente l'aiuto che barbaramente gl'impedivano di darle.

—Signori miei…. per pietà…. signori miei, la mia povera figliuola…. se ne muore senza soccorso.

—Ancora col solito ritornello! riprese il bandito bruscamente. Lasciala stare quella…. (e l'infame osò pronunziare la terribile parola) pensa alla tua vita piuttosto!

Il povero padre mise un gemito.

All'ordine dato dal feroce Mamola, tutti i sacchi furono posati sul tavolino, e sotto gli sguardi cupidi e diffidenti del Rizzotto, e del galantuomo, si sciolsero, e si esaminò quel che c'era dentro, un par di migliaia d'onze al più, in moneta d'oro e d'argento. Non era certo quello il tesoro, il vecchio furbo voleva prenderli per minchioni…. Fu per questo che Mamola gli si piantò davanti, e fissandolo co' suoi occhiacci iniettati, e afferrandolo con mal piglio per il braccio, gli disse:

—Via, vecchia carogna, dicci dov'è nascosto il resto del danaro….