—Si…. si… signori miei…. si…. gnori miei….
L'infelice aveva compreso quel che volevano fargli e non sapeva che balbettare, guardando or questo or quello con gli occhi vitrei, mentre nel suo povero corpo nudo, tenuto dai due manigoldi, non c'era muscolo che stesse fermo . . . . . . . . . . . .[**]
Quel che successe fu orribile!
Venti minuti dopo, nella casa saccheggiata, tra un puzzo nauseante di carne bruciata, regnava un silenzio lugubre: lo rompeva di quando in quando un rantolo.
XIII.
Alla villa, travestito com'era, non l'aveva riconosciuto nessuno; era rincasato quatto quatto senza che lo vedesse anima nata; era andato a nasconder gli abiti del Vappo in cantina, dentro una botte vuota cacciandoveli per il cocchiume; e risalito, era andato a guardarsi allo specchio, premendo i lati dello sgraffio per farne uscire tutto il sangue; poi aveva soffiato nel lume, e, in maniche di camicia e in ciabatte, s'era buttato sul letto. Nella stanza buia fumò un punto rosso, digradò a poco a poco, si spense, spargendo attorno un puzzo di lucignolo. Quel giorno sarebbe un giorno di battaglia…. aveva da pensare a un mondo di cose, la vera sicurezza dipendendo dal modo di condursi. Ma che pensare! aveva nel capo una gran confusione, un passaggio continuo di idee incalzantesi in tumulto; nell'orecchie un concerto di grida strazianti, di gemiti, di colpi; davanti agli occhi, tra il turbinare delle figure bieche dei compagni, i quadri più spiccati delle scene della notte: l'irrompere nella casa; il volto di Lisabetta istupidito dal terrore; il gruppo pietoso illuminato ad un tratto dalla lanterna, nel camerino, tra gli abiti che pendevano dall'attaccapanni; il saccheggio con il luccicare degli oggetti d'oro e d'argento, con i fagotti di biancheria; il corpo scarno del vecchio, con il berrettino sin sull'orecchie, contorcendosi nella violenza dello spasimo; e i più distinti d'ogni altra cosa, il fucile a mezz'aria con la canna cacciata nella feritoria; il cadavere della fanciulla a metà sprofondato dentro la cesta.
Così trascorsero due ore, durante le quali, a forza di volontà venne calmandosi. Allora potè pensare al modo di condursi; fu un disegno lungo, elaborato, nel quale pesò ogni parola, studiò ogni atteggiamento, fino i minimi gesti. Albeggiava quando l'aveva già portato al punto da non volere che gli ultimi tocchi. S'alzò, stette a origliare: e sentì dei rumori che venivano di fuori: un passo frettoloso, l'aprirsi discreto di un'imposta…. poi voci di donna. Andò a tuffar la faccia nella catinella piena d'acqua fresca, s'asciugò, si guardò lo sgraffio nello specchio, e infilatasi una specie di giacchetta nera che soleva portare in casa, si fece alla finestra, aprì lo sportello adagio adagio, e stette a guardare e a sentire curando di non farsi scorgere. Passava gente; la vicina dirimpetto, con una covata di figliuole d'ogni statura e d'ogni pelo attorno, era al terrazzino: tutte a una bocca raccontavano alla gnora Dia, la moglie del calzolaio, quel che avevano sentito e quel che avevano fatto nella notte. Il prete, da starsene dov'era, non poteva veder quest'ultima, ma la riconobbe dalla voce. Era un vero stridìo di gazze:—Chi sa quant'erano.—Avevano preso posto alle cantonate.—Gesù Maria!—Che paura!—E noi! figuratevi….—Mio marito….—Già, il babbo voleva uscire; dovemmo aggrapparci a' suoi panni, perchè, vedete, pensammo: si va a far ammazzare…. perchè nessuno ce lo può levare di testa, si trattava di rivoluzione.—Mio marito invece tremava come una foglia….—Eravamo in camicia, o che avemmo tempo di buttarci addosso qualche cosa? e battevamo i denti d'un modo!…—Io avevo potuto prendere uno scialle—Noi andammo a rannicchiarci in un angolo della camera: mio marito diceva che lì saremmo state al sicuro, chi sa qualche palla…—Da noi non ne è entrata nessuna.—E da noi nemmeno, per fortuna.—Meno male!—Questa piccina qui era restata in letto, nella confusione, ce n'eravamo dimenticate: non aveva avuto la forza di scendere, tanta era la paura che aveva povera piccina!… E le ragazze in coro:—E strillava, e strillava… la mamma corse a prenderla in braccio….—Finalmente….
Ma la signora s'interruppe, passava un conoscente.—Eih, don Pietro.
—Oh, donna Brigida.—Avete sentito, eh!—Pur troppo!—E non si sa nulla di quel ch'è stato?—Nulla. A porta S. Brigida han trovato pezzi di bardatura, un fodero di coltello, una bacchetta di pistola…. e che più? ah, un piccone, uno scalpello…. Vi saluto, vado a sentire quel che si dice in piazza.
—E via.