Quegli animali, ignari del pericolo che li minacciava... (pag. 150)

Le femmine, essendo sprovviste di criniera, hanno un aspetto meno formidabile e mentre i primi hanno il pelame più giallo e più rossiccio, esse lo hanno più oscuro e più rado.

In queste foche è rimarchevolissima l’elasticità dei corpi, che permette a loro di prendere le pose più strane. Mentre, infatti, taluni di quegli anfibi stavano rannicchiati in modo da sembrare sacchi semi-vuoti, altri nel trascinarsi allungavano il collo in siffatto modo, da misurare tre e perfino quattro metri, ossia da raddoppiare la lunghezza del loro corpo.

Quegli animali, ignari del pericolo che li minacciava, parte sonnecchiavano presso l’oceano, altri invece si trascinavano attraverso i banchi di ghiaccio alzandosi sulle pinne, mentre le femmine allattavano i piccini, scherzando con loro e accarezzandoli amorosamente.

Presso di loro, appollaiati sulle rocce, si vedevano numerose bande di uccelli somiglianti agli avoltoi i quali vivono esclusivamente di sterco di foche, contendendoselo accanitamente.

— Quanti animali! esclamò Bisby. Se potessimo prenderli tutti!

— Alle prime fucilate si affretteranno a guadagnare il mare, disse Wilkye.

— Ma è mangiabile la loro carne?