— Così si afferma. Dei naviganti, in diverse epoche, hanno asserito di aver trovato, specialmente al polo Nord un mare perfettamente libero al di là della barriera dei ghiacci ed anche nei pressi del polo australe. L’americano Morell ha asserito di aver scoperto, nel 1820, il mare libero a 70° 14′ di latitudine, ma io non credo nè agli uni nè agli altri, quantunque molti scienziati abbiano sostenuto questo fatto.
— E perchè non vi credete, signore?
— Perchè io dico che il sole non potrebbe avere tanta influenza da sciogliere i ghiacci del polo, lasciando quasi intatti quelli del circolo polare. Il freddo intenso che regna alle due estremità della terra, per noi non ha altra causa che il raffreddamento del nostro globo. Il freddo quindi non deve essere, al polo, minore di quello che regna sul circolo polare.
Ne volete una prova chiara? Da seicento anni i ghiacci hanno continuato a guadagnare, rendendo sempre difficili le esplorazioni polari. Un tempo, nel Labrador, che allora chiamavasi Vinland o Terra del vino, gli Scoto-Danesi coltivavano la vite, ed oggi quella terra è coperta di nevi e di ghiacci gran parte dell’anno; quattrocento anni or sono, l’Islanda era approdabile senza tanti pericoli anche nella stagione invernale, mentre ora enormi ghiacci la circondano. Da cosa può derivare questa crescente calata di ghiacci? Solo dal raffreddamento della nostra terra, il quale s’avanza gradatamente verso l’equatore.
— Sicchè verrà un giorno che il nostro pianeta sarà completamente raffreddato e quindi inabitabile?
— Senza dubbio.
— Sarà una lotta terribile, quella che impegnerà l’umanità contro l’avanzarsi dei ghiacci.
— Sì, ma trascorreranno prima migliaia d’anni, e nè noi nè i nostri nipoti prenderanno parte a quella lotta. Forse...
— Che cosa, signor Wilkye?
— Alto! esclamò l’americano. La via è tagliata dinanzi a noi!