— Lo suppongo.

— Correte pericolo?

— No per ora, ma se non vi affrettate, gelerò.

— Spezziamo il ghiaccio, Blunt, disse Wilkye.

Impugnarono i fucili per la canna e servendosene a guisa di mazze, sfondarono il ghiaccio attorno alla sponda, facendo un’apertura larga parecchi metri. Curvatisi, scorsero sotto di loro, aggrappato ad una roccia, il compagno, il quale era immerso fino ai fianchi. Attorno a lui l’acqua, che pareva seguisse una forte pendenza, muggiva sordamente cercando di strapparlo.

— Grazie, signor Wilkye, disse Peruschi con voce balbettante. Temevo di non rivedervi più.

— È profondo il fiume? chiese Wilkye.

— È un vero braccio di mare, signore, poichè è acqua salata. Scorre però come un fiume.

— Potete risalire?

— È impossibile; la sponda è tagliata a picco ed alta almeno sei metri, e poi sono così intirizzito da non potermi servire delle membra.