— Fin dove si prolungherà questa catena? si chiese Wilkye che gettava sguardi corrucciati su quei monti. Troveremo un passaggio noi o saremo costretti a retrocedere, vinti dagli ostacoli di questa regione maledetta?
— Noi siamo pronti a tentare tutto, dissero i due velocipedisti.
— Lo so, amici, ma non vi nascondo che la nostra situazione sta per diventare critica assai. Eccoci arrestati a mille miglia dal polo, con viveri per tre sole settimane e colla provvista di petrolio quasi esaurita. È bensì vero che ci siamo molto inoltrati in questo continente, ma non basta, quantunque sia convinto di avere preceduto il mio rivale di parecchi gradi.
— Altri esploratori, si sono inoltrati più di noi? chiese Peruschi.
— Sì, poichè Weddell ha superato il 74° di latitudine e Giacomo Ross è giunto al 75° 4′.
— Allora bisogna superarli, signore.
— E senza perder tempo, amici. Sono assai inquieto per la nostra situazione ed anche pei compagni che abbiamo lasciati alla costa.
— Cosa temete per loro?
— Che tardando noi a ritornare, s’imbarchino sulla Stella Polare.
— Bisby non ci abbandonerà, signore.