— È vero, signore, confermò Blunt.
— Allora noi andremo al polo, amici, disse Wilkye. Ormai più nessun ostacolo, nè la fame, nè il freddo, nè i ghiacci ci arresteranno. Sciogliete la macchina.
— Ma potremo noi trasportare tutti i viveri, le tende, le armi, le munizioni, le vesti, ecc.? chiese Peruschi.
— Non ci caricheremo che del puro necessario, rispose Wilkye. Dei viveri per nutrirci dieci giorni, la tenda che ci è indispensabile per ripararci alla notte dal freddo, le coperte di lana, le armi con cinquanta cariche e la lampada ad alcool.
— Lascieremo qui il resto?
— Sì, Peruschi, e riprenderemo tutto nel nostro ritorno.
— Ma gli animali possono divorarci i viveri.
— Rizzerò un cairn come usano le popolazioni del polo artico. Al lavoro amici!......
Come si disse, la macchina era costruita in modo che si poteva smontare ottenendo tre biciclette. Wilkye, che aveva assistito alla costruzione, in pochi minuti sciolse i diversi pezzi, unì le ruote, vi adattò le sterze ed i manubrii che aveva recati con sè, mise a posto i sellini e consegnò ai suoi amici le tre biciclette, che in fatto di solidità nulla avevano da invidiare alle altre.
— È fatto, disse. Ora aiutatemi a rizzare il cairn.