All’indomani, alle sette, riprendevano la corsa, ma come aveva preveduto Blunt, il banco non offriva più una superficie liscia. Le pressioni e lo sgelo l’avevano tutto sconvolto, rendendolo quasi impraticabile alle biciclette.
Dovunque si rizzavano i soliti ice-bergs di gran mole, piramidi, ammassi di ghiaccio, montagnole tagliate a picco, punte aguzze che minacciavano di guastare le gomme delle ruote e di tratto in tratto incontravano delle larghe spaccature che si prolungavano per molte miglia, costringendoli a triplicare la via.
Parecchie volte furono obbligati a scendere e ad avanzarsi faticosamente a piedi per superare tutti quegli ostacoli, perdendo un tempo ormai diventato troppo prezioso.
Ai 20 di gennaio, dopo una lunga serie di corse furiose attorno ai crepacci, giungevano al primo cairn, là dove l’orso li aveva assaliti. In cinque giorni non avevano guadagnati che tre gradi, mentre avevano percorso per lo meno quattrocento miglia.
Il cairn non era stato toccato e poterono provvedersi di carne fresca, rimettendosi un po’ in forze, ma Wilkye si vide costretto a concedere ai compagni un riposo di ventiquattro ore.
Il 22 ripresero la lotta colle fenditure, cogli ice-bergs che si moltiplicavano in modo inquietante. Si accanivano per guadagnare rapidamente via, ma con poco successo e con grande consumo di forze e di energia.
Per maggior disgrazia, tutte le notti le pressioni li sorprendevano, impedendo loro di dormire e di riposarsi. Il 27, le pressioni divennero così intense, che credettero fosse suonata la loro ultima ora.
L’immenso campo fu in piena convulsione, e un crepaccio si aperse fin presso la loro tenda, minacciando di seppellirli negli abissi del mare australe.
Intanto il freddo aumentava. Dal sud soffiavano di frequente dei venti impetuosi, i quali producevano dei rapidi abbassamenti di temperatura. Due volte, durante la notte del 30 gennaio, il termometro discese a -20°!
L’estate se ne andava in fretta e l’inverno s’avanzava minaccioso, coi suoi uragani di neve, i suoi geli tremendi ed i suoi cupi nebbioni.