— Siamo troppo lontani, signore, per incontrarlo.
— E poi, aggiunse Peruschi, siamo fuori di via e invano ci cercherebbero lungo il 66° meridiano.
— Ma possiamo raggiungere la spedizione prima che ritorni alla costa. Noi ci avviciniamo rapidamente al 66° meridiano.
— Ma potremo continuare questa corsa? Se la neve continua, saremo costretti ad abbandonare le biciclette, disse Blunt. Guardate, il ghiaccio è ormai coperto d’uno strato di dieci centimetri in meno di un’ora, e non ci avanziamo che a grande fatica.
— Spero nei grandi freddi; la neve gelerà e potremo ancora riprendere la corsa.
— E se i forti geli tardano?
— Aspetteremo.
— I viveri scarseggiano, signore; fra cinque o sei giorni non ci rimarrà nè un biscotto, nè un pizzico di pemmican, nè un pezzo di cioccolato.
— È vero, disse Wilkye con accento disperato. Si direbbe che il polo è fatale per tutti gli esploratori!...
Durante l’intera giornata la neve cadde senza interruzione, rendendo sempre più difficile la marcia degli esploratori. Alle sei di sera furono costretti a fermarsi ed a rizzare la tenda, poichè le biciclette non potevano più avanzare.