Non potè finire, poichè fu bruscamente rovesciato in fondo all’orribile ferita, entro quella specie di canale gorgogliante di sangue.

Il cetaceo, che non era ancora morto malgrado quella seconda speronata, si alzava sopra le onde, agitando convulsivamente la coda e le pinne pettorali.

Doveva essere agonizzante, poichè dagli sfiatatoi lanciava, ad intervalli, zampilli d’acqua tinta di rosso. Rauchi brontolii, paragonabili al tuono udito in lontananza e profondi sospiri che parevano muggiti, uscivano da quell’enorme massa, mentre dalle due ferite zampillavano in mare torrenti di sangue.

Il povero Bisby, atterrito, livido come un morto, non osava più muoversi. Rannicchiato in fondo alla ferita del cetaceo, si lasciava imbrattare di sangue e di grasso e cercava di scoprire la Stella Polare, sperando di vederla riapparire fra la nebbia.

Ad un tratto la balena fu presa da un brivido generale. Alzò lentamente il capo come volesse aspirare una ultima volta l’aria, emise una debole e rantolosa nota, la sua coda si distese inerte, poi si udì un rauco gorgoglio che pareva prodotto dall’irrompere dell’acqua nell’enorme corpo.

— Cosa succede? si chiese Bisby, con ansietà.

La risposta fu pronta: la balena affondava rapidamente. S’immerse la sua coda, poi il suo capo, indi la massa intera disparve, formando alla superficie dell’oceano un largo risucchio.

CAPITOLO VIII. L’assalto dell’albatros.

La situazione del povero negoziante di carni salate, stava per diventare estremamente pericolosa. Pure lo credereste? Bisby che infine non mancava di coraggio, salutò la scomparsa del mostro con un sospiro di soddisfazione!... Quel cetaceo gli aveva prodotto un certo terrore, con quella sua enorme bocca che pareva pronta a inghiottire qualunque preda, sicchè trovavasi meglio solo in acqua che su quel dorso viscido.

Non sarebbe necessario dire che il negoziante, al pari del maggior numero dei suoi compatriotti, era un abile nuotatore. Aveva fatte le sue prove nella baia di Chesapeake, e un bagno anche prolungato non gli faceva più paura.